domenica 6 settembre 2009

Divulgazione Scientifica: Astronomia, storia dell'astronomia

Le costellazioni circumpolari boreali

Divulgazione Scientifica: Astronomia, storia dell'astronomia

Tum quoque de ponto surgit Delphinus ad astra,
oceani caelique decus, per utrumque sacratus.
Quem rapido conatus Equus comprendere cursu
festinat pectus fulgenti sidere clarus
et finitur in Andromeda, quam Perseus armis
eripit et sociat sibi.

E poi anche, dal mare, assurge agli astri il Delfino,
ornamento dell'Oceano e del cosmo, eletto per entrambi gli elementi.
Con travolgente galoppo, tendano di raggiungerlo, accelera
il Cavallo, con una stella fulgente che gl'illumina il petto,
ed è concluso in Andromenda, che Pérseo armato
libera e a sé congiunge.

Manilio, Il poema degli astri libro I (344 - 351)

Cepheusque et Cassiepia
in poenas signata suas iuxtaque relictam
Andromedan, uastos metuentem Pristis hiatus,
[expositam ponto deflet scopulisque reuinctam]
ni ueterem Perseus caelo quoque seruet amorem
auxilioque iuuet fugiendaque Gorgonis ora
sustineat spoliumque sibi pestemque iudenti.


E poi Cefeo e Cassiopea,
in atto che ne figura la condanna e pressa alla derelitta
Andromeda, paurosa delle fauci immani della Balena,
[la piange esposta alla marina e incatenata agli scogli]
se Pérseo anche in cielo non fosse fedele all'antico amore
e non le porgesse soccorso e non sorreggesse il non contemplabile volto
della Gòrgone, trofeo per lui e rovina per chi vi fissi lo sguardo.

Manilio, Il poema degli astri libro I (354 - 360)

Astrorum quidam uaris dixere figuras,
signaque diffuso passim labentia caelo
in prprium cuiusque genu causasque tulere;
Persea et Andromedan poena matremque dolentem
soluentemque patrem, raptamque Licaone natam,

Taluni hanno poi parlato delle varie configurazioni celesti,
e delle costellazioni che s'aggirano diffuse negli spazi sterminati
stabilirono la qualità e le origini proprie di ognuna;
e di Pérseo perché libera dal supplizio Andromeda e dal dolore
la madre e il padre, e della figlia di Licaone per il ratto subito,

Manilio, Il poema degli astri libro II (25 - 29)


Ater in aduersum positus succedit ad Arctos
et paulum a boreae gyro sua fila reducit
transitque inuersae Cassiepiae,
inde per obliquum descendes tangit Olorem [.]
Geminosque per ima
Signa secat, subit Heniochum, teque, unde profectus,
Cassiepia, petens super ipsum Persea transit
orbequem ex illa coeptum concludit in ipsa;

L'altro circolo, messo di traverso al primo, si accosta alle Orse
e un poco arretra il proprio tracciato dal giro boreale
e passa attraverso la costellazione della capovolta Cassiopea,
quindi discendendo in senso obliquo va a toccare il Cigno [.]
a taglia i Gemelli attraverso la parte
bassa del segno, passa sotto l'Auriga e a te, donde partiva,
o Cassiopea, volgendosi passa al di sopra esatto di Pérseo,
e l'orbita da quella cominciata in essa conclude;

Manilio, Il poema degli astri libro I (684 - 387) (695 - 398)


Iam tum, cum Graiae uerterunt Pergama gentes,
Arctos et Orion aduersis frontibus ibant,
haec contenta suos in uertice flectere gyros,
ille ex diuerso uertentem surgere contra
obuius et toto sempre decorrere mundo.


Già allora, quando le genti Graie spiantarono Pergamo,
l'Orsa e Orione andavano su fronti opposti,
questa astretta a volgere le proprie orbite sul polo,
quello a sorgerle di fronte quand'essa ruota
dal lato opposto e a scorrere sempre per l'universo intero.

Manilio, Il poema degli astri libro I (501 - 505)


Circulus ad borean fulgentem sustinet Arcton
sexque fugit solidas a caeli uertice partes.

Un Circolo sostiene la splendente Orsa boreale
E si discosta di sei gradi pieni dal polo celeste.

Manilio, Il poema degli astri libro I (566 - 567)

Nec paribus posiate sunt frontibus: utraque caudam
uergit in alterius rostro sequiturque sequentem.
Has inter fusus circumque amplexus utramque
diuidit et cingit stellis ardentibus Anguis,
ne coeant abeantue suis a sedibus umquam.

Né sono collocate fronte a fronte: entrambe la coda
Orientano sul muso dell'altra e si seguono a seconda.
Disteso tra costoro e all'intorno abbracciandole, entrambe
Separa e circonda il Serpente con ardenti stelle,
che non si congiungano o mai s'allontanino dalle sedi loro proprie.

Manilio, Il poema degli astri libro I (303 - 307)


A tergo nitet Arctophylax idemque Bootes,
quod simili iunctis instat de more iuuencis,
Arcturumque rapit medio sub pectore secum.

A tergo risplende il Guardiano delle Orse, ovvero Boote,
poiché in simile maniera pungola giovenchi aggiogati,
e trascina con sé sotto il petto, al centro, Arturo.

Manilio, Il poema degli astri libro I (316 - 318)


Maioremque Felice maior decircinat arcum
(septem illam stellae certantes lumine signant),
qua duce per fluctus Graie dant uela carinae.

E l'arco maggiore lo sviluppa l'Elice maggiore
(sette stelle la distinguono, in gara di luminosità tra loro),
e con essa che le conduce spiegano le vele tra i flutti le Graie carene.

Manilio, Il poema degli astri libro I (296 - 298)


At qua fulgentis caelum consurgit ad Arctos,
omnia quae summo despectant sidera mundo
nec norunt obitus unoque in vertice motus
in diuersa cient caelumque et siderea torquent,
aera per gelidum tenius deducitur axis
libratumque regit diuerso cardine mundum;

Ma là dove il cielo culmina col fulgore delle Orse,
che dalla vetta del cosmo contemplano verso il basso tutto il firmamento,
né sanno che sia scomparire e su di un solo vertice in senso opposto
avviano il movimento e al cielo e stelle danno l'impulso a ruotare,
un asse sottile si delinea attraverso il gelo dell'aria
e regge l'universo equilibrato con opposti perni;

Manilio, Il poema degli astri libro I (275 - 280)

His inter solisque uias Arctosque latentis,
axem quae mundi stridentem pondere torquent,
orbe peregrino caelum depingitur astris,
quae notia antuqui dixerunt sidera uates.

Da questi astri, tra le vie del sole e le Orse nascoste
che fanno girare l'asse del cosmo cigolante sotto il suo peso,
è trapuntato il cielo nell'emisfero ch'è forestiero per noi:
australi dissero gli antichi vati queste costellazioni.


Manilio, Il poema degli astri libro I (443 - 446)

Divulgazione Scientifica: Astronomia, storia dell'astronomia, Osservazione astronomica

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