lunedì 31 agosto 2009
Divulgazione Scientifica: Astronomia
Divulgazione scientifica: Astronomia
Notizia di astronomia: La possibilità di «nuotare» e «planare» nello spazio curvo vuoto mostra che, ancora dopo novant'anni, la teoria einsteiniana della relatività generale continua a stupire.
di Eduardo Guéron
Nella teoria della relatività generale la gravità emerge dalla curvatura dello spazio-tempo. Oggi, novant'anni dopo che Einstein sviluppò le equazioni della teoria, i fisici continuano a scoprirvi nuove sorprese. Per esempio in uno spazio curvo un corpo può apparentemente sfidare i fondamenti della fisica e «nuotare» nel vuoto senza doversi sospingere contro qualcosa o essere spinto da qualcosa. Lo spazio-tempo curvo permette anche una sorta di «effetto aliante», in cui un corpo può rallentare la caduta anche nel vuoto.
divulgazione scientifica
venerdì 14 agosto 2009
Divulgazione Scientifica: Genetica
La struttura di un intero genoma di HIV-1 è stata decodificata per la prima volta dai ricercatori dell’Università della North Carolina a Chapel Hill. I risultati potrebbero avere notevoli implicazioni per la comprensione delle complesse strategie grazie alle quali il virus infetta l’uomo.L’HIV-1, come i virus che causano l’influenza, l’epatite C e la polio, possiede un genoma costituito da due copie di singoli filamenti di RNA in grado di ripiegarsi a formare complesse strutture tridimensionali.Come ha spiegato Kevin Weeks, docente di chimica dell’UNC che ha guidato lo studio e ha firmato l’articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature”, finora si era riusciti a modellizzare solo piccole regioni del genoma di HIV, a causa delle sue enormi dimensioni: si tratta infatti di due filamenti con circa 10.000 nucleotidi ciascuno.Weeks e colleghi sono riusciti ad analizzare la struttura del genoma di HIV isolto da colture contenenti alcuni miliardi di particelle virali provenienti dal National Cancer Institute, riuscendo infine a scoprire come proprio la struttura dell’RNA influenzi in diversi stadi il ciclo infettivo dell’HIV. Tale conclusione è potenzialmente in grado di aprire nuove strade di ricerca per comprendere il ruolo effettivo del genoma."Un primo approccio potrebbe consistere nel cambiare la sequenza nucleotidica e vedere che cosa succede”, ha concluso Swanstrom. "Se per esempio tale intervento porta a danneggiare il virus, si potrebbe concludere che in quel locus specifico è presente qualcosa di importante”.
mercoledì 12 agosto 2009
Divulgazione Scientifica: Astronomia
Nuove immagini galattiche catturate da Spitzer
L'anello che appare di colore bianco nelle immagini all'infrarosso rappresenta una regione di intensa formazione stellare
Il telescopio spaziale Spitzer ha permesso di catturare spettacolari immagini della galassia a spirale NGC 1097, localizzata a 50 milioni di anni luce di distanza da noi. Al suo centro è presente un gigantesco buco nero circondato da anelli di stelle: nel codice di colore del rivelatore a raggi infrarossi di Spitzer, l’area del buco nero è visibile in blu, mentre le stelle sono riconoscibili nella parte di colore bianco.Il buco nero è di dimensioni enormi: possiede una massa pari a circa 100 milioni di volte quella del Sole e alcune centinaia di volte la massa del buco nero al centro della Via Lattea. "Il destino di questo buco nero, così come quello di altri, rappresenta un’area di ricerca molto vivace”, ha commentato George Helou, direttore dello Spitzer Science Center della NASA presso il California Institute of Technology di Pasadena. "Secondo alcune teorie, esso potrebbe rimanere quiescente e infine entrare in una fase di ancora minore attività come quello della Via Lattea”.L’anello che vi sta intorno è invece un’area di intensa formazione stellare."Lo stesso anello è un oggetto affascinante e meritevole di approfonditi studi, poiché il tasso di formazione stellare che lo caratterizza è veramente molto elevato”, ha aggiunto Kartik Sheth, astronomo dello Spitzer Science Center.
Divulgazione Scientifica, Astronomia
domenica 9 agosto 2009
Divulgazione Scientifica: Astronomia
GEMS, nuova missione per studiare i buchi neri
Porta il nome di GEMS, acronimo per Gravity and Extreme Magnetism Small Explorer (GEMS), la nuova missione astrofisica guidata dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, che intende fornire una rivoluzionaria visione dell'universo, misurando per la prima volta la polarizzazione delle sorgenti di raggi X.
"Finora, gli astronomi hanno misurato la polarizzazione dei raggi X di un solo oggetto posto al di fuori del sistema solare, la Nebulosa del Granchio, che segna una regione di esplosione stellare”, ha commentato Jean Swank, astrofisico del Goddard e principal investigator del GEMS. “Ci aspettiamo che GEMS riveli decine di sorgenti di questo tipo e possa aprire una nuova frontiera di ricerca.”
Per comprendere l'obiettivo scientifico della missione, occorre tener conto che della fisica del buco nero: a emettere la radiazione X sono elettroni che si muovono ad alta velocità e che spiraleggiano intorno agli intensi campi magnetici. Inoltre, il campo gravitazionale estremo nelle vicinanze di un buco nero ruotante non solo devia il cammino dei raggi X, ma ne altera la direzione del campo elettrico.
Le misurazioni di polarizzazione possono perciò rivelare, grazie a GEMS, la presenza di un buco nero e fornire agli astronomi informazioni sul loro spin,fornendo così gli strumenti per esplorare un altro aspetto di questi ambienti estremi dell'universo.
"Grazie a questi effetti, GEMS può studiare scale spaziali inferiori a quelle di qualunque telescopio si possa immaginare”, ha commentato Swank. I raggi X polarizzati portano con sé informazioni sulla struttura delle sorgenti cosmiche che non è possibile ottenere in altro modo. GEMS sarà 100 volte più sensibile nei confronti della polarizzazione di qualunque altro osservatorio a raggi X, e per questo ci aspettiamo molte nuove scoperte”, ha concluso Sandra Cauffman, project manager del GEMS.
GEMS verrà lanciato non prima del 2014 e durerà circa due anni. L'investimento stimato sarà di 105 milioni di dollari, escluso il lancio.
martedì 4 agosto 2009
Divulgazione Scientifica: Astronomia
Non è la materia oscura la sorgente della misteriosa radiazione presente nella Via Lattea: è quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Osservatorio per raggi gamma Integral dell'ESA.
Più precisamente, la materia oscura non è più necessaria per spiegare ciò che viene osservato da Integral, che ha permesso una migliore comprensione di come si comportano i positroni che viaggiano nella nostra galassia.
La radiazione in questione è nota fin dagli anni settanta, e finora sono state proposte diverse teorie per spiegarla. Ora la risoluzione spaziale e spettrale degli strumento di osservazione di Integral ha mostrato la presenza di un picco molto accentuato al centro della galassia, con un'asimmetria lungo il disco galattico.
Alcuni studiosi hanno considerato la possibilità che all'origine della radiazione vi sia la materia oscura, postulata, com'è noto, per rendere conto della massa mancante dell'universo che, pur essendo invisibile, fa avvertire la sua interazione gravitazionale. Secondo le attuali conoscenze, essa è presente anche all'interno e intorno alla Via Lattea, formando un alone.
Il recente studio ha trovato che i positroni – le antiparticelle degli elettroni – che riforniscono la radiazione non sono prodotti dalla materia oscura ma da una sorgente completamente differente e molto più misteriosa: le stelle massicce esplodono e lasciano dietro di sé elementi radioattivi che decadono in particelle più leggere, tra cui positroni ed elettroni.
L'ipotesi originale era stata formulata considerando che i positroni, elettricamente carichi, sono influenzati dai campi magnetici e non sarebbero perciò in grado di viaggiare su lunghe distanze. Poiché la radiazione veniva osservata in regioni che non sono in accordo con la distribuzione delle stelle, la materia oscura era stata invocata come alternativa dell'origine dei positroni.
I risultati recenti del gruppo di astronomi guidati da Richard Lingenfelter dell'Università della California a San Diego provano invece che i positroni che si formano con il decadimento radioattivo possono viaggiare anche su lunghe distanze, e lasciare anche il disco galattico.
venerdì 31 luglio 2009
Divulgazione Scientifica: Comportamento
La scienza delle bolle e dei crolli
L'attuale crisi economica ha richiesto una revisione del funzionamento dei mercati e del modo in cui prendiamo le nostre decisioni quando si tratta di soldi.
Di Gary Stix
La crisi finanziaria mondiale ha portato a una nuova analisi delle ragioni per cui a volte i mercati crescono velocemente per poi precipitare di colpo. La crisi causata dal crollo dei titoli di società legate a Internet o quella del mercato immobiliare e del credito, mostrano che nelle decisioni riguardanti investimenti a volte certi bizzarri meccanismi psicologici hanno la meglio sulla razionalità. Capire il funzionamento di questi comportamenti chiarisce la genesi sia delle fasi di crescita esponenziale sia di quelle di crollo repentino. I nuovi modelli delle dinamiche dei mercati provano difenderci da bolle finanziarie descrivendo
il funzionamento dei mercati in modo più accurato. Nel frattempo, normative più intelligenti potrebbero evitare decisioni sbagliate a chi compra una casa e a chi va in pensione.